{"id":600,"date":"2017-07-19T13:00:12","date_gmt":"2017-07-19T11:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/dialogica.it\/blog\/?p=600"},"modified":"2017-07-19T12:24:52","modified_gmt":"2017-07-19T10:24:52","slug":"fuori-banco-o-promozione-semplice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dialogica.it\/blog\/2017\/07\/19\/fuori-banco-o-promozione-semplice\/","title":{"rendered":"Fuori banco o promozione semplice?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 1.6rem;\">Fuori banco o attivit\u00e0 promozionali tradizionali? Quale produce il migliore rendimento per il nostro prodotto?<\/span>\u00a0<a href=\"https:\/\/dialogica.it\/blog\/2017\/07\/07\/quale-e-leffettiva-visibilita-del-mio-prodotto-nel-punto-di-vendita\/\">Abbiamo chiuso l\u2019ultimo post con questa domanda<\/a>.\u00a0Oggi rispondiamo con dei casi nati proprio dalla richiesta specifica di aziende che si sono poste la questione e hanno interpellato <a href=\"https:\/\/www.dialogica.it\/it\/\"><strong>Dialogica<\/strong><\/a> per individuare il mix promozionale pi\u00f9 efficace ed efficiente.<\/p>\n<p>La risposta non \u00e8 ovvia. Anzi, dipende molto da caso a caso. L\u2019appartenenza ad un determinata categoria merceologica, piuttosto che ad un\u2019altra, pu\u00f2 fare una bella differenza. Come pure il posizionamento del prodotto nella mente del consumatore, oppure la fase del ciclo di vita in cui si trova.<\/p>\n<p>Prendersi del tempo per testare e misurare pu\u00f2 diventare allora un fattore strategico di successo sia per aumentare le vendite che per razionalizzare l\u2019allocazione del proprio budget.<\/p>\n<p>Primo caso. Categoria di prodotti tipici da impulso. Il prodotto in oggetto di test \u00e8 in fase di lancio.<\/p>\n<p>Vengono sperimentate nell\u2019arco di quasi 4 mesi tre attivit\u00e0: due esposizioni in fuori banco e una promo con cut price (a banco).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-603 size-large\" src=\"https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-impulso-1024x315.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-impulso-1024x315.jpg 1024w, https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-impulso-300x92.jpg 300w, https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-impulso-768x236.jpg 768w, https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-impulso.jpg 1643w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Il fuori banco produce in media ben 425 pezzi, mentre il semplice taglio prezzo genera una media di 200 pezzi. Il saldo di <strong>uplift<\/strong> (vendite in pi\u00f9 prodotte dalla promo) e <strong>downlift<\/strong> (effetto calo volumi per fine della promo) \u00e8 di soli 34 pezzi. Il ROI \u00e8 negativo: &#8211; 0,95. Motivo? Il prodotto, di ben noto brand e sostenuto da una forte campagna di lancio, si vende da solo, almeno in questa fase. Basta farlo trovare al momento e al posto giusto.<\/p>\n<p>Passiamo al secondo caso. Prodotto ad acquisto pi\u00f9 programmato. Si colloca in una gamma alta. Il brand di riferimento gode di buona awareness. Nelle prime 2 settimane viene testata una attivit\u00e0 di fuori banco, abbinata a cut price, segue un intervallo di pausa, e poi altre 2 settimane di semplice taglio prezzo (di cui i primi 4 giorni con presidio hostess a banco).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-604 size-large\" src=\"https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-programmato-1024x352.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"352\" srcset=\"https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-programmato-1024x352.jpg 1024w, https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-programmato-300x103.jpg 300w, https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-programmato-768x264.jpg 768w, https:\/\/dialogica.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Promo-e-fuori-banco-acquisto-programmato.jpg 1277w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Nella prima attivit\u00e0 si vendono 81 pezzi in pi\u00f9 (uplift) rispetto alle vendite in baseline, con un ROI di 2,01; nella seconda attivit\u00e0 si generano 143 pezzi in pi\u00f9, con un ROI naturalmente superiore (3,11). In questo caso, quindi, risulta pi\u00f9 redditizia la promo tradizionale senza fuori banco.<\/p>\n<p>L\u2019analisi fatta su quello stesso prodotto aveva evidenziato come quest\u2019ultimo fosse un \u201cattrattore\u201d all\u2019interno della categoria. Lo shopper mediamente interagiva molto con esso, ma lo acquistava poco, a causa della barriera di prezzo. Nel momento in cui quest\u2019ultimo si abbassa, il consumatore approfitta dell\u2019offerta per concedersi il \u201clusso\u201d di un prodotto di alta qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Come vedete, due situazioni molto diverse fra di loro conducono a risultati altrettanto differenti. Quale \u00e8 il vostro promotion mix ideale?<\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fuori banco o attivit\u00e0 promozionali tradizionali? 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