{"id":423,"date":"2017-03-15T07:30:40","date_gmt":"2017-03-15T06:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/dialogica.it\/blog\/?p=423"},"modified":"2017-03-14T17:58:32","modified_gmt":"2017-03-14T16:58:32","slug":"il-consumatore-sul-piede-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dialogica.it\/blog\/2017\/03\/15\/il-consumatore-sul-piede-di-guerra\/","title":{"rendered":"Il consumatore sul piede di guerra"},"content":{"rendered":"<p>Una settimana fa\u00a0abbiamo partecipato al seminario di <a href=\"https:\/\/www.eumetramr.com\/it\">Eumetra Monterosa<\/a>. Titolo: Il consumatore al potere?\u00a0<span style=\"font-size: 1.6rem;\">Tema della massima attualit\u00e0, che \u00e8 stato trattato, basandosi su solidissimi dati di ricerca, in modo eccellente e provocatorio quanto basta.<\/span><\/p>\n<p>Sono emersi molti temi fra cui la nuova consapevolezza del ruolo del consumatore, non pi\u00f9 succube ma \u201cdominus\u201d del rapporto con le imprese, le marche, la distribuzione, la nuova centralit\u00e0 della donna, il ruolo della tecnologia.<\/p>\n<p>Purtroppo le marche sembrano non agire di conseguenza: riporto un pezzo di un libro, &#8220;Ecologia della marca&#8221; (<a href=\"#ecologia_marca\" data-toggle=\"modal\" data-target=\"#ecologia_marca\">potete guardare la preview qui<\/a>),\u00a0scritto nel 2009 assieme a Fabrizio Fornezza, oggi partner di Eumetra: \u201cLa marca rischia di abiurare il suo ruolo; la relazionalit\u00e0 con il cliente rischia di essere seriamente compromessa dal ricorso massiccio a promozioni, offerte, tagli prezzo. Il valore, che non \u00e8 uguale al prezzo, si appiattisce sul prezzo al punto tale da forzare il cliente ad una migrazione, ad un picking di offerte, dimenticando il legame con la sua marca. Una marca che diventa una \u201c<em>belle de jour<\/em>\u201d offerta a poco prezzo, usata e dimenticata, in cui la progettualit\u00e0, la relazione duratura, la fedelt\u00e0 diventano una chimera\u201d.<\/p>\n<p>Le marche hanno ancora moltissimo da dire, hanno eccellenti opportunit\u00e0; anche i retailer, che emergono dalla ricerca Eumetra come uno dei settori pi\u00f9 soddisfacenti per gli italiani. A proposito di retailer: c\u2019\u00e8 molto da migliorare senza soccombere travolti dai tagli prezzi (<a href=\"#ecologia_marca\" data-toggle=\"modal\" data-target=\"#ecologia_marca\">vedi il testo del libro<\/a>).<\/p>\n<p><strong>Il consumatore\/shopper \u00e8 pi\u00f9 evoluto di come ce lo figuriamo. Vuole il giusto prodotto al giusto prezzo, vuole qualit\u00e0 certificata, servizio, supporto e il retailer non pu\u00f2 sottrarsi al suo ruolo di ente che seleziona e certifica per conto dei consumatori i prodotti da offrire sugli scaffali.<\/strong><\/p>\n<p>Tempo fa abbiamo incontrato un noto retailer, proprio dopo una trasmissione di Report che riportava l\u2019ennesima contraffazione alimentare: l\u2019ammissione di responsabilit\u00e0, a denti stretti, \u00e8 stata fatta. Il retailer ammetteva, con non poco sgomento e rabbia, di avere abbassato la guardia, di non avere pi\u00f9 come un tempo il controllo della filiera dei fornitori. Un altro effetto pernicioso della \u201cbrand choice overload\u201d di cui parleremo in un altro post.<\/p>\n<div id=\"ecologia_marca\" class=\"modal fade\">\n<div class=\"modal-dialog modal-lg\">\n<div class=\"modal-content\">\n<div class=\"modal-header\">\n<p><button class=\"close\" type=\"button\" data-dismiss=\"modal\">\u00d7<\/button><\/p>\n<h4 class=\"modal-title\">Ecologia della marca<\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"modal-body\">\n<div class=\"miniatura\"><img class=\"img-responsive\" title=\"Ecologia della marca\" src=\"https:\/\/www.dialogica.it\/img\/book_ecologia_marca.jpg\" alt=\"Ecologia della marca\" data-toggle=\"modal\" data-target=\"#ecologia_marca\" \/><\/div>\n<p>&#8220;Il discorso sulla marca, sulle sue relazioni, il\/i suoi ruoli, il suo futuro, \u00e8 probabilmente senza fine, dato che senza fine, e sostanzialmente imprevedibili, sono gli sviluppi della societ\u00e0, dei bisogni dei clienti, delle modalit\u00e0 di scelta e di acquisto, dell&#8217;evolversi dei canali distributivi e delle nuove tecnologie. (&#8230;) Da parte nostra non possiamo proporre soluzioni, n\u00e9 temporanee n\u00e9 tanto meno definitive: la letteratura di marketing \u00e8 gi\u00e0 ricca di soluzioni &#8220;ready to use&#8221;, di panacee miracolose offerte da sedicenti guru o nuovi imbonitori. Come abbiamo cercato di analizzare nello sviluppo del testo, si sente la necessit\u00e0 di una riflessione culturale sulla ragione d&#8217;essere, il motivo dell&#8217;esistenza, gli scopi della marca. La cultura che sottomette la marca ai soli risultati economico finanziari, possibilmente di breve periodo, la cultura dell&#8217;agire senza riflettere attentamente sui risultati che l&#8217;azione legata alla marca produce sull&#8217;intera azienda, sui clienti, e pi\u00f9 in generale sugli stakeholders (portatori d&#8217;interesse), il proliferare di un&#8217;offerta sorda alle reali esigenze degli individui\/clienti, della societ\u00e0, spesso ridondante che esaspera inutilmente la situazione competitiva, il ricorso ad azioni di brevissimo respiro, l&#8217;eccessivo utilizzo della leva del prezzo, l&#8217;impermeabilit\u00e0, la superbia, l&#8217;egoriferimento delle aziende, la sussistenza di un management spesso incapace di comprendere le istanze della societ\u00e0 (in cui la marca si muove), i processi di inserimento e formazione delle nuove leve manageriali, troppo spesso svincolati dalla realt\u00e0 dei mercati, indeboliscono la marca, la sua credibilit\u00e0, la fiducia che pu\u00f2 generare nei clienti e, in ultima analisi, l&#8217;intera azienda. (&#8230;) Insomma, non applichiamo ricette standard ma esploriamo le tante direzioni di intervento che la realt\u00e0 attuale ci mette a disposizione per un rilancio non temporaneo della marca, in grado di farla decollare e riprendersi da quella crisi di leadership che rischia di attanagliarla. (&#8230;) Dunque grandi opportunit\u00e0. Peccato che in questa fine del 2009 i primi segnali che provengono dal sistema di marca, anche dai comparti del largo consumo che stanno superando la crisi 2007-2009 senza particolari problemi, sembrano andare nella direzione opposta. La tendenza 2010 degli investimenti delle aziende sembra andare verso il drenaggio delle risorse destinate al supporto della marca e del suo valore (comunicazione, posizionamento, etc.) per aumentare &#8211; per contro &#8211; le risorse destinate alle promozioni ed alle operazioni di taglio di prezzo. Ovvero, esattamente l&#8217;opposto di quanto si \u00e8 cercato di evidenziare nelle pagine precedenti. La marca rischia di abiurare il suo ruolo; la relazionalit\u00e0 con il cliente rischia di essere seriamente compromessa dal ricorso massiccio a promozioni, offerte, tagli prezzo. Il valore, che ricordiamo bene non \u00e8 uguale al prezzo pagato, si appiattisce sul prezzo al punto tale da forzare il cliente ad una migrazione, ad un picking di offerte, dimenticando il legame con la &#8220;sua&#8221; marca. Una marca che diventa una &#8220;belle de jour&#8221;, offerta a poco prezzo, usata e dimenticata, in cui la progettualit\u00e0, la relazione duratura, la fedelt\u00e0, diventano una chimera. Se fosse cos\u00ec la marca avrebbe vita sempre pi\u00f9 grama, diventerebbe una sintesi di valore sempre pi\u00f9 rarefatta. Per lasciare posto, infine ad un simulacro della marca: la marca-non marca, di buona visibilit\u00e0, ma a cui non si tributano n\u00e9 onori n\u00e9 fedelt\u00e0. La distanza fra brand e unbranded torner\u00e0 ad annullarsi? Significherebbe la chiusa di un ciclo di pi\u00f9 di 100 anni: 1886, Atlanta, Georgia, nasce la Coca-Cola.&#8221;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"modal-footer\"><button class=\"btn btn-default\" type=\"button\" data-dismiss=\"modal\">Chiudi<\/button><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una settimana fa\u00a0abbiamo partecipato al seminario di Eumetra Monterosa. 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