{"id":399,"date":"2017-03-07T07:10:28","date_gmt":"2017-03-07T06:10:28","guid":{"rendered":"https:\/\/dialogica.it\/blog\/?p=399"},"modified":"2017-03-06T18:02:08","modified_gmt":"2017-03-06T17:02:08","slug":"il-digital-out-of-home-luci-e-ombre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dialogica.it\/blog\/2017\/03\/07\/il-digital-out-of-home-luci-e-ombre\/","title":{"rendered":"Il Digital out of home: luci e ombre"},"content":{"rendered":"<p>Il Digital out of home, ovvero tutti i video collegati in rete che vediamo nelle stazioni, negli aeroporti, per la strada, nei negozi, sono un media relativamente nuovo. Gli schermi sono utilizzati, in prevalenza, per trasmettere informazioni o advertising.<\/p>\n<p>Come tutti i media necessitano di un sistema affidabile, robusto, scientificamente solido per la misurazione della loro efficacia: la creazione di un network richiede investimenti importanti in tecnologia, connessioni, hardware, software ed \u00e8 quindi necessario pianificare con estrema cautela il network e misurare con attenzione i ritorni.<\/p>\n<p>Negli anni, attraverso i nostri sistemi di face detection, abbiamo misurato pi\u00f9 di un miliardo di consumatori esposti a diversi network di Digital out of Home. Abbiamo quindi acquisito una solida esperienza che ci ha fatto capire ci\u00f2 che funziona, cosa \u00e8 necessario fare, gli errori da evitare.<\/p>\n<p>Una prima considerazione riguarda l\u2019approccio al problema: solitamente, in fase iniziale, ci si occupa prevalentemente degli aspetti tecnici e tecnologici: quanti schermi? Dove? Come connetterli in rete? Con quali costi? Quale software per la gestione dei contenuti? Aspetti sicuramente importanti ma non guidati da una logica di marketing, che dovrebbe prevedere in prima istanza, quindi prima del \u201cche cosa fare\u201d una analisi sul cliente. Chi \u00e8? Cosa vuole? Come utilizzer\u00e0 il mezzo? Ne avr\u00e0 un beneficio? Se si quale?<\/p>\n<p>Facciamo subito qualche esempio:<\/p>\n<ol>\n<li>Catena di Ipermercati (Italia): video installati in prossimit\u00e0 delle avancasse. Perch\u00e9? (nostra domanda). Risposta: \u00e8 la zona pi\u00f9 comoda\u2026 Risultato: dopo due anni sono stati disinstallati per manifesta inefficacia. Soldi sprecati\u2026<\/li>\n<li>Stazione (Estero): Video installati in un corridoio di accesso ai treni. Teoricamente la posizione \u00e8 interessante\u2026peccato che i video siano orientati in modo distonico rispetto al flusso dei passeggeri. Risultato: attrattivit\u00e0 bassissima. Di nuovo soldi sprecati\u2026<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel 2014 si \u00e8 svolta a Stoccolma la prima conferenza mondiale sui Video analytics (<a href=\"http:\/\/www.springer.com\/us\/book\/9783319128108\">http:\/\/www.springer.com\/us\/book\/9783319128108<\/a>). Chi di voi avr\u00e0 voglia di visitare il sito Springer (che ha pubblicato gli atti del congresso) noter\u00e0 che, tranne in un solo caso, tutti gli argomenti erano strettamente tecnici. Un solo intervento di marketing! Il Digital out of home \u00e8 territorio di ingegneri e tecnici. Benissimo, sono necessari. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una contraddizione. La maggior parte dei network vivono se raccolgono e trasmettono pubblicit\u00e0. Quindi marketing. Non trovate che sia un paradosso? Chi genera valore (il marketing) non \u00e8 l\u2019attore principale del processo. Strano, non \u00e8 vero? Ma questa \u00e8 una storia vecchia\u2026<\/p>\n<p>Seguiteci nelle prossime puntate:<\/p>\n<p><strong>Il processo corretto di sviluppo di un network di Digital out of Home<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come misurare le audience<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come utilizzare i video nei punti vendita in modo efficace<\/strong><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Digital out of home, ovvero tutti i video collegati in rete che vediamo nelle stazioni, negli aeroporti, per la strada, nei negozi, sono un media relativamente nuovo. 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